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07/07/2017 da Giorgio

Il Golfo di Gaeta si trova nel medio Mar Tirreno ed è compreso tra il promontorio del Circeo a Nord-Ovest e l’isola di Ischia a Sud-Est. Di fronte l’arcipelago delle isole Pontine: Ponza, Palmarola, Zannone, Gavi, Ventotene, Santo Stefano, che si trovano di fronte. La sua costa è bassa e piatta per chilometri, ricca di spiagge.

Le principali città che affacciano sul golfo sono: San Felice Circeo, Terracina, Sperlonga, Gaeta, Formia, Minturno. San Felice Circeo e Terracina si affacciano più precisamente nel Golfo di Terracina, quota parte del golfo di Gaeta di cui costituisce la parte iniziale situata tra il promontorio del Circeo e Gaeta.

La montagna è coperta di macchia mediterranea, a volte un po’ brulla, a volte rigogliosa. Il mare accompagna sempre e le Isole Pontine ti seguono all’orizzonte, i monti Aurunci si spingono a mare formando la penisoletta di Gaeta, poi rientrano per far spazio all’ampia insenatura che costituisce il Golfo di Gaeta e, arretrando ancor più, delimitano la pianura del fiume Garigliano. E’ un’area protetta dai venti freddi, e, quindi, il clima è sempre molto mite. La presenza del mare influenza notevolmente anche le zone più interne, addolcendone le temperature: gli inverni sono temperati, le estati fresche, l’escursione termica fra le più basse d’Italia.

La storia del Golfo di Gaeta è avvolta nel mito e nella leggenda. Qui infatti, secondo Virgilio, Enea trova riposo, si rifocilla e vi seppellisce la nutrice Cajeta. Anche Ulisse ormeggiò le sue navi in questo mare e vi si rifornì d’acqua, per poi continuare il suo viaggio a Terracina, per seppellirvi l’amico Elpènore, e al Circeo, per vivere anni d’amore e d’oblìo con la Maga Circe.

La vera storia del Golfo di Gaeta è, però, quella degli Ausoni, degli Aurunci e dei Volsci, i popoli italici che nell’antichità abitarono in queste zone e le difesero strenuamente dalle mire dei Romani che riuscirono, infine, a farne un loro possedimento. Con la caduta dell’Impero, il Golfo fu preda delle invasioni barbariche e delle scorrerie dei Saraceni, alle quali sopravvisse soltanto il “castrum” di Gaeta che si trasformò in un vero e proprio punto di riferimento per l’intera zona.

La storia del Golfo di Gaeta è legata al turismo da circa duemila anni, meta estiva della nobiltà Romana tra cui Cicerone, visibile a Formia un mausoleo monumentale di età imperiale detto comunemente ‘’Tomba di Cicerone’’ ed il formianum sontuosa villa che l’oratore abitò frequentemente. Nei pressi di Gianola, sempre a Formia, sono visibili i resti di una villa di età imperiale appartenuta a Mamurra.

L’epoca medievale non fu meno movimentata e venne caratterizzata dalla nascita del ducato di Gaeta , dei ducati di Fondi e Traetto e del Regno di Napoli che assunsero il controllo di tutti i territori compresi tra Fondi e il Garigliano. In queste fasi della storia del Golfo, i centri urbani si trasformarono in piccole roccaforti e si dotarono di mura di cinta e castelli. In questo processo vennero coinvolte Gaeta, Sperlonga, Campodimele, Maranola, Castellonorato e Suio Alto. E proprio la zona tra Gaeta e Formia fu protagonista degli ultimi eventi che portarono all’Unità d’Italia. Tra la fine del 1860 e l’inizio del 1861 un Regno di Napoli con capitale Gaeta governato da re Francesco II con la regina Sofia di Baviera, venne assediato dai Piemontesi e costretto alla resa, firmata proprio a Formia presso Villa Rubino.